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Chiuso il Giubileo in Duomo
La misericordia accorcia le distanze
Cattedrale piena di fedeli per la messa col Vescovo
di Redazione
dom 13 novembre 2016

In una Cattedrale riempita di fedeli con largo anticipo rispetto all'inizio della liturgia, il vescovo Marco ha celebrato domenica 13 novembre la chiusura del Giubileo della Misericordia. Ad aprire la messa, la processione attraverso la Porta Santa del Duomo lungo la navata centrale e fino all'altare, accanto al quale era stata posizionata la statua ella Beata Vergine Maria Incoronata, patrona della diocesi e della quale ricorreva la solennità.
L'anno santo voluto fortemente da Papa Francesco e aperto dal pontefice lo scorso otto dicembre, arriva così alla conclusione, dopo dodici mesi intensi che hanno portato i cristiani di tutto il mondo a vivere momenti di profonda riflessione. Quasi a rilanciare il messaggio, il vescovo Marco ha voluto citare proprio Bergoglio: “Misericordia significa accorciare le distanze fra l'uomo, peccatore e spiritualmente morto, e Dio”, ha detto monsignor Busca ai presenti durante l'omelia. “Questo sentimento si riferisce alla capacità del Signore di farsi piccolo pur di avvicinarsi a noi e ha anche effetti concreti: risuscita, risveglia, dà vita”.
Il presule ha invitato i fedeli a riflettere su tre doni ricevuti durante il Giubileo, tre azioni ispirate dall'amore e particolarmente significative per dare slancio alla vita cristiana di ciascuno. Innanzitutto, avere uno sguardo nuovo verso Dio: “La misericordia è la medicina per pulire i nostri occhi – ha sottolineato – e vedere il Signore con un volto umano”. Il secondo invito riguarda invece il rapporto con noi stessi verso cui Dio, nonostante i difetti, ha usato misericordia ed è proprio questo che deve portare ognuno a riappacificarsi con i propri errori. “Spesso siamo troppo duri a giudicarci”, ha aggiunto il vescovo. “È vero che i peccati ci rendono deboli, ma possono essere anche occasioni di grazia. Perciò è importante riscoprire la confessione come sacramento capace di rinnovarci e aiutare a ritrovare la misericordia divina”.
Infine, monsignor Busca ha spinto condividere con gli altri questo sentimento di grazia, una volta provato sulla propria pelle. “Ogni giorno abbiamo conflitti e tensioni che ci allontanano dalle persone e finiamo per rassegnarci a queste distanze. Se però pensiamo che nel battesimo siamo tutti in comunione col Signore, allora possiamo superare le distanze”. Ed è proprio questo il messaggio finale del Giubileo: un'occasione per accorciare le distanze e ritrovarci fratelli uniti in Cristo.


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