Notizie e articoli
Il messaggio del Vescovo per le festività
Natale, la gioia di essere visitati
Trasformiamo i limiti in uno spazio riempito da Dio
di Redazione
sab 24 dicembre 2016

La vita di tutti gli uomini oscilla tra sogni e limiti. Soprattutto da giovani si elaborano progetti, ideali, desideri. Poi ci si scontra con la realtà: portare a compimento un sogno, passare dagli ideali ai fatti è un’impresa ardua. Ciò che alla nostra immaginazione sembrava facile e possibile deve fare i conti con i limiti imposti dalla natura, dalla storia, dalle circostanze che non possiamo controllare. Accettare la propria realtà limitata è una sfida: i fatalisti subiscono passivamente la sorte di non vedere compiuti i loro progetti e si rinchiudono nel perimetro dei loro limiti; gli idealisti vorrebbero riuscire a forzare gli spazi delimitati imposti dalla vita reale cercando soluzioni con il pensiero e l’immaginazione.
Il mistero del Natale ci prospetta un’altra soluzione che si dischiude con la fede. I limiti dell’uomo non sono più una maledizione e la negazione del suo desiderio di compimento. Non sarà l’uomo ad allargarsi in uno sforzo per superare i suoi limiti, ma è Dio stesso che scende dai cieli, bussa alla nostra limitatezza e chiede di essere ospitato in noi. La nostra umanità limitata è come la mangiatoia di Betlemme: basta per accogliere Dio. Il paradosso del Natale è che il Figlio del Dio illimitato si lascia circoscrivere dentro i limiti umani, la nostra carne diventa il suo spazio vitale. Il limite non impedisce a Dio di venire, di entrare, di operare le sue trasformazioni, di convertire le situazioni di limite in opportunità. Il Natale è la storia dell’accondiscendenza di Dio, della sua umiltà, del suo amore che sa rimpicciolirsi pur di entrare in comunione con l’uomo che ama. Sant’Efrem il Siro, teologo poeta, contempla in questa prospettiva il mistero dell’incarnazione: «Un miracolo nuovo Dio ha compiuto tra gli abitanti della terra: egli, che misura il cielo con la spanna, giace in una mangiatoia d’una spanna; egli, che contiene il mare nel cavo della mano, conobbe la propria nascita in un antro. Il cielo è pieno della sua gloria e la mangiatoia è piena del suo splendore. [...] È grande il prodigio che si è compiuto sulla nostra terra: il Signore di tutto è disceso su di essa, Dio si è fatto uomo, l’Antico è diventato fanciullo; il Signore si è fatto uguale al servo, il Figlio del re si è reso come un povero errabondo. L’essenza eccelsa si è abbassata ed è nata nella nostra natura, e ciò che era estraneo alla sua natura lo ha assunto per il nostro bene. Chi non contemplerà con gioia il miracolo che Dio si è abbassato assoggettandosi alla nascita? Chi non si meraviglierà vedendo che il Signore degli angeli è stato partorito?» (Inni per la nascita di Cristo, 1).
Cari fratelli e sorelle, il Natale ci ricorda che ogni persona è visitata da Dio e Dio entra nella vita proprio dalla porta dei nostri limiti, che per molti sono causa di sofferenza e rassegnazione. Non tratteniamo lo sguardo sulle nostre vite limitate, ma contempliamo queste vite visitate da Dio. La gioia del Natale non è l’assenza dei limiti, ma la gioia di vedere i limiti trasformati in uno spazio riempito da Dio. Vi abbraccio e benedico, augurando a ciascuno di voi di rimanere una persona visitata dalla grazia. È la via per essere sempre lieti.
Vostro vescovo Marco

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