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Omelia della Veglia Pasquale 2017
di Marco Busca
mer 19 aprile 2017

La nostra piccola storia nella grande storia di Dio
Omelia del vescovo Marco nella Veglia pasquale durante la quale viene battezzata Maria Stella
Ogni uomo ha la sua storia. Ogni uomo è la sua storia. Le nostre storie sono diverse ma ascoltando le persone ci accorgiamo che ci sono delle costanti che ritornano in tutte le vite. Le riassumo in quattro parole chiave: felicità, libertà, amore e novità.
La nostra piccola storia non è tuttavia isolata. È inserita nella grande storia della salvezza che Dio ha fatto con l’umanità. Questo è il senso della liturgia della Parola della veglia pasquale: farci ripercorrere la storia di Israele (e attraverso il popolo eletto di tutta l’umanità) e farci ritrovare dentro questa storia, coinvolti come attori di questa storia insieme a Dio. Nella mia piccola storia rivivo le costanti della grande storia della salvezza e ritrovo le parole-chiave di ogni vita: felicità, libertà, amore e novità.
Felicità
La prima lettura che abbiamo ascoltato è il racconto della creazione narrato nella Genesi (1,1 – 2,2). Dio crea la luce: è cosa buona! La terra: è cosa buona! Il giorno e la notte: è cosa buona! L’uomo, maschio e femmina, sua immagine: è cosa molto buona! Ogni vita di uomo e di donna è cosa buona: è il carattere promettente di ogni vita, se rimane buona sarà una vita felice.
Libertà

Ogni esistenza ha le sue catene: siamo schiavi di noi stessi, degli idoli che ci fabbrichiamo, di qualche peccato che come un Faraone ci tiene in pugno. C’è un esodo da compiere per uscire dalle schiavitù. Abbiamo ascoltato che Dio porta fuori Israele dalla schiavitù d’Egitto e combatte per il suo popolo (seconda lettura: Es 14,15- 15,1). Dio combatte anche per me e mi libera dalle mie prigionie. Ogni storia personale è storia di liberazione.
Amore
La terza lettura è tratta da Isaia (54,5-14) e riprende l’esperienza fondamentale di ogni storia umana: quella dell’amore. Il popolo d’Israele è afflitto e sconsolato, come una donna abbandonata dal marito. Anche noi passiamo momenti in cui Dio fa silenzio, giorni di buio spirituale in cui Dio fa silenzio. Ma l’abbandono dura brevi istanti mentre il suo amore dura sempre: “ti ho nascosto per un poco il mio volto, ma con affetto perenne ho avuto pietà di te; anche se i monti si spostassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto”.
Novità

La pagina più drammatica della nostra storia è il peccato. Il profeta Ezechiele (quarta lettura: Ez 36,16-17a.18-28) lo presenta come la profanazione dell’amore. Le nostre azioni malvage rendono impura quella terra santa che è la nostra anima. Il peccato è rendere profano, cioè senza alcun valore per l’uomo e per la sua salvezza, il Nome di Dio che portiamo inciso nel cuore. Dio si vendica, ma come? Santificando il suo Nome in noi, facendoci dono di un cuore nuovo. Tutti gli uomini hanno nostalgia del cuore buono e hanno bisogno di novità. Siamo sempre alla ricerca di novità. Sant’Ireneo dice che Cristo ha portato ogni novità portando sé stesso. Se ti apri a Cristo la tua vita torna nuova.
La narrazione di questa storia della salvezza culmina con il vangelo della Risurrezione (Mt 28,1-10). Protagoniste sono le donne che all’alba del primo giorno della settimana si recano a visitare la tomba di Gesù e la trovano vuota. Le donne reagiscono con due sentimenti contrastanti: paura e gioia grande. L’angelo dice alle donne: “Non è qui. È risorto dai morti e vi precede in Galilea”. La Galilea non è Gerusalemme, la grande città, la città santa. Galilea è la vita ordinaria: il Risorto lo troviamo nella nostra Galilea. Nelle nostre giornate “passeggia” il Risorto come nel giardino di Eden Dio passeggiava con Adamo ed Eva.
Giunti a questo punto viene spontanea una domanda: come far incontrare la nostra piccola storia di uomini e donne con la grande storia della salvezza? Il punto d’incrocio è il battesimo. Per questo abbiamo ascoltato dalla lettera ai Romani (6,3-11) il passo in cui Paolo dice che per mezzo del battesimo siamo immersi nella morte e nella risurrezione di Cristo, nella Pasqua che è l’apice della storia della salvezza. “Se siamo morti con Cristo crediamo anche che vivremo con lui”; “siamo morti al peccato, ma viventi per Dio”.
La veglia pasquale prosegue ora con la liturgia battesimale: ciascuno farà memoria dell’innesto della sua piccola storia nella grande storia di salvezza di Dio e tutti accompagniamo Maria Stella mentre attraversa la porta del battesimo che la introduce nei grandi eventi che Dio ha compiuto per noi.
Cara sorella Maria Stella, stai per entrare in una storia di felicità, di libertà, di amore eterno, di novità, è la storia di Dio. Noi ti accogliamo dicendoti le parole più essenziali e irrinunciabili della fede cristiana: “Cristo nostra Pasqua è risorto e ci precede in Galilea!”. D’ora innanzi potrai vivere i tuoi giorni insieme a Lui; la tua storia è salvata!

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