Le parrocchie di Mantova
Diocesi di Mantova

Cadé di Roncoferraro

Santi Filippo e Giacomo apostoli

Vicariato Foraneo San Pio X
Unità pastorale 6

parroco Don Giovanni Telò

Messe Feriali: 16.00 (mar, gio)
Messe Pre-festive: 17.00
Messe Festive: 11.00
INDIRIZZO
Via C. Battisti, 237
46037 Cadé di Roncoferraro

TEL 0376/229178

"Cadè" (significa originariamente "La Cha De") significa "Casa di Dio". Certamente il nome non è derivato da ragioni ambientali, come per esempio la vicina Carzedole (paese) o Carzolana (torrente) che prendono il nome da "careza, cà rice", un genere di piante palustri ciperacee di cui sono pieni i nostri fossi.
Cadè è un nome imposto a un territorio ancora selvaggio quando Luigi Gonzaga, il capostipite del casato (quello che cacciò i Bonacolsi il 16 agosto 1325) volle costruita una chiesetta per comodità degli abitanti insediati su lembi di terre emergenti lasciate libere dall'acqua, specie di isolotti lagunari o dossi, dove i gruppi familiari si sentivano meno in pericolo, sia dall'acqua, sia dagli animali o da eventuali aggressori. Ancora adesso alcune corti ricordano quella configurazione orografica: Dosso, Dossi, Dossetto, Motta (mucchio), Mottella, Mottino.
In epoche antiche il Mincio, che scorre non lontano, vagava libero in tutto il territorio della zona e, cambiando spesso il suo corso, inondava le terre più basse, isolando con lenti spire i terreni elevati. Tutta la zona che si estende a sinistra del Mincio, da Goito a Mantova e ancora altrove, fino a Ostiglia e a quelle che erano (e sono tuttora chiamate) le Grandi Valli Veronesi, doveva presentarsi come un mosaico di terre umide e acquitrinose tra terre più alte e asciutte, spesso aride, coperte di fitta vegetazione boschiva. Ottimo ambiente di caccia per la famiglia Gonzaga, che nel secolo XIV ne era indiscussa proprietaria. I palazzotti della corte Motta e di Villanova de' Bellis erano case di sosta e di riparo.
Dell'antichissimo villaggio, se pur si può pensare a un villaggio o non piuttosto a casali sparsi, è rimasta la chiesetta, la casa canonica addossata alla medesima e la casetta del sagrestano. Un vero romitorio.
Della chiesa, dedicata agli apostoli Filippo e Giacomo, si possiede l'atto di erezione, conservato nell'archivio storico diocesano. E' una modesta costruzione, affiancata dal campanile che poggia su torre gonzaghesca, rialzato a m. 15.55 nel 1923. Una lapide, in chiesa, ne tramanda l'origine: "Questa antica chiesa romanica de "La Cha De" è stata eretta da Luigi Gonzaga, capostipite del casato, l'8 ottobre 1339".


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