Percorsi tra Arte e Fede
Diocesi di Mantova
Il percorso del Sangue
Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine (Gv. 13-1). L’itinerario si snoda tra il Duomo e la Concattedrale di S. Andrea alla ricerca dei segni della più importante reliquia della città di Mantova: i Sacri Vasi del Preziosissimo Sangue di Cristo. Il sangue di Gesù, sangue di passione, versato per amore, Parola viva che si fa storia e ci rende fratelli, è il fulcro delle cinque tappe che ripercorrono i momenti della Celebrazione Eucaristica.

Il Sangue di Cristo tra Duomo e S. Andrea

DESTINATARI: Gruppo di giovani.

LUOGHI DI VISITA: Duomo e Concattedrale di S. Andrea, Mantova.

TEMPO STIMATO: Una giornata.

MATERIALE: Cellulare, auricolari, fogli, biro.


 Percorso a cura di Agnese Costa

Introduzione al percorso del Sangue
La facciata del Duomo vista da piazza Sordello

Ci troviamo qui, oggi, probabilmente spinti da molteplici ragioni differenti: curiosità, voglia di trascorrere una giornata con i nostri amici, obbedienza. Siamo partiti, magari un po’ dubbiosi, e ora siamo davanti alla facciata di una chiesa, ma non una chiesa qualunque, davanti al Duomo di Mantova. Questo luogo è non solo un edificio importante dal punto di vista artistico, ma contiene i segni della storia della nostra città, fatta di eventi importanti e di personaggi illustri, ma anche di donne e uomini che, come noi, hanno percorso questa piazza e hanno deciso di varcare una delle porte che vediamo. Probabilmente anche loro venivano da situazioni diverse, qualcuno sarà stato impensierito per la mancanza di soldi o preoccupato per la situazione di un familiare. Forse qualcuno aveva appena vissuto una delusione d’amore, aveva pianto o si era arrabbiato o aveva festeggiato un successo con gli amici.

Durante il corso degli anni, pensate che le prime tracce di un battistero collocato proprio in questa zona risalgono al IV-V secolo, questo edificio ha rappresentato un luogo in cui fermarsi, in cui pregare, in cui celebrare, in cui trovare rifugio. Il Duomo, con la cattedra vescovile di cui è custode, è il segno della fede che continua nel tempo e che muove gli uomini e le donne e li fa sentire parte di una storia e di una comunità.

Pianta del Duomo di Mantova. In rosso sono indicati i tre luoghi in cui si svolgono le tappe del percorso.


Tappa 1: IL SANGUE DI GESU' SEGNO DELLA SUA PASSIONE - Atto Penitenziale
Fregio che corre lungo tutta la navata centrale e raffigura angeli con in mano gli strumenti della passione. In particolare, a metà del lato sinistro, si trova la rappresentazione dei Sacri Vasi di Mantova


Appena varchiamo la soglia del Duomo ci accoglie la penombra. L’oscurità del luogo si contrappone al colore dominante dell’architettura: bianco. Se proviamo a percorrere il lungo corridoio centrale e solleviamo lo sguardo sopra le colonne, notiamo un fregio bianco e dorato che corre lungo entrambi i lati della navata centrale. Le immagini si assomigliano molto e raffigurano degli angeli che tengono in mano degli oggetti particolari: sono gli strumenti della Passione di Cristo. Troviamo la lancia, la spugna, la scala, la corona di spine…
A metà del lato sinistro vediamo anche, per la prima volta, l’immagine di due vasi. Sono vasi preziosi perché contengono alcuni grumi di terra intrisi del sangue che Gesù ha versato sulla croce. Proprio il ritrovamento di questa reliquia, avvenuto nell’anno 804 dove ora sorge la Concattedrale di S. Andrea, segna la nascita della Diocesi di Mantova: da quel momento Mantova da villaggio diviene città, come se quel Sangue, che la leggenda vuole essere stato trasportato e nascosto qui dal soldato Longino, avesse donato a questo luogo nuova vita.
Ci accoglie, quindi, l’immagine di Gesù sofferente, schernito, frustato, messo in croce. Il suo Sangue è sangue di dolore, di passione. E questo cosa c’entra con noi, con la nostra vita di tutti i giorni?

P. Ferroni, Angeli che portano la canna con in cima la spugna intrisa di aceto, 1802

Gesto
Proviamo a guardare il video, che trovate al link indicato a fianco, per leggere nella Passione di Gesù, anche le nostre passioni. Si tratta di un piccolo estratto di un film di Carlo Mazzacurati, del 2010, intitolato La passione.
Quali sono, nella nostra vita, gli strumenti della passione? Quali sono le cose che ci fanno soffrire? E quali, invece, i modi con cui noi diveniamo strumenti di passione per qualcuno? Prendiamoci un breve momento di riflessione personale, possiamo distribuirci nei banchi, e scegliamo una parola che possa sintetizzare i nostri pensieri. Così come all’inizio della Messa, chiediamo perdono a Gesù per tutti quei momenti in cui siamo stati strumenti di passione.


Tappa 2: IL SANGUE DI GESU' PAROLA VIVA - Liturgia della Parola
Ippolito Andreasi, Papa Leone III e Carlo Magno venerano la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, affresco, 1605


Proseguendo il nostro percorso all’interno del Duomo, giungiamo nella porzione di edificio che viene chiamata transetto: qui sono rappresentati, negli affreschi posti al di sotto della volta, alcuni dei personaggi più illustri che, nel corso della storia, sono giunti a Mantova per venerare la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo. Troviamo papa Leone III e Carlo Magno, papa Leone IX e l’imperatore Enrico II, papa Alessandro II e Beatrice di Lorena, l’imperatore Carlo VI e Elisabetta Cristina.
Anche i potenti della terra riconoscono il sacrificio di Gesù come un gesto da venerare. Proprio il dono totale di sé fino a dare la vita, “amare fino alla fine” (Gv 13,1), rende la sua Parola una parola viva, una Parola che parla anche a noi oggi. Il Suo Sangue è il prezzo che Dio ha pagato per la nostra salvezza.
Come i grandi della terra ci mettiamo in ascolto della Sua Parola.

Francesco Campi, Papa Alessandro II e Beatrice di Lorena venerano la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, affresco, 1806. L’affresco si trova nella parte destra del transetto

Gesto
Leggiamo insieme il brano tratto dal Vangelo di Giovanni, capitolo 13, versetti 1-20: si tratta del famoso episodio della lavanda dei piedi (il testo è scaricabile nel link a fianco).
Non sempre è semplice comprendere come le parole dette da Gesù più di duemila anni fa possano ancora oggi toccare la nostra sensibilità. Ma forse è proprio la vita di Gesù, i suoi gesti, le sue scelte, il suo modo di amare, il suo sacrificio, che rendono quelle parole, Parola viva. Lasciamoci guidare dalla riflessione di un grande teologo del secolo scorso, Dietrich Bonhoeffer, che può aiutarci ad approfondire il significato del primo versetto di questo brano del Vangelo: “Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”.


Tappa 3: IL SANGUE DI GESU' SEGNO DI AMORE VERSATO - ll Credo
Altare reliquiario della Sagrestia Maggiore


Imbocchiamo ora il corridoio che si apre al termine della navata di sinistra: dopo un breve tragitto ci ritroviamo in una piccola cappella che è dedicata all’Incoronata. Sulla parete di destra si apre una porta che ci conduce nella parte più nascosta e preziosa della chiesa: la Sagrestia maggiore. Qui è collocato l’altare reliquiario che, dietro una grande pala (vedi immagine nei download), serbava alcune delle più importanti reliquie della città. Anche una porzione del Preziosissimo Sangue di Cristo era qui conservata: in parte contenuta in un bellissimo reliquiario in cristallo di rocca e in parte in un ciondolo da collo appartenuto ai signori Gonzaga (vedi immagini nei download).
Il Sangue di Gesù versato è segno del suo amore per noi, è la prova che noi ai suoi occhi siamo preziosi ed importanti, nonostante le nostre debolezze e infedeltà. Gesù per noi ci gioca la vita…e noi in cosa stiamo giocando la nostra vita? Per cosa stiamo versando il nostro sangue?

Scipione Pulzone da Gaeta, Salvator Mundi, olio su tela, 1589

Gesto
Non è semplice rispondere a queste domande. Sono interrogativi anche un po’ fastidiosi, ma la Parola di Gesù e il dono della sua vita per noi non possono lasciarci indifferenti. Non è un caso che dietro alla maestosa pala d’altare sia raffigurato Gesù che ci guarda dritto negli occhi, come volesse passarci il testimone: “Adesso tocca a te!”. Lasciamoci allora guardare da Gesù, lasciamo che il Suo sguardo penetri in noi e arrivi a toccare la nostra parte più preziosa. Sostiamo per un po’ di tempo davanti alla Sua immagine, troviamo un posto nei banchi della cappella dell’Incoronata e pensiamo proprio a quali sono le cose per cui stiamo versando il nostro sangue. Possiamo lasciarci guidare dalle parole di Mons. Delpini, pronunciate nella veglia di pentecoste del 2012, e anche dalla canzone Sogna ragazzo sogna di Roberto Vecchioni.
Prendiamoci tutto il tempo che ci serve. Quando siamo pronti, usciamo da soli dal Duomo. Prima di uscire lasciamo un segno del nostro “credo”: noi crediamo in Gesù che ci ama fino a donare anche l’ultima goccia del Suo Sangue, così che anche noi possiamo provare a fare altrettanto.
Vicino alla porta del Duomo si trova un leggio con un grande libro e un tampone di inchiostro rosso. Lasciamo l’impronta del nostro dito, che identifica noi e nessun altro, e facciamo la nostra firma, come a sugellare la nostra professione di fede.

ESTRATTO DELL’INTERVENTO DI MONS. DELPINI (trovate il testo completo nei download)
La pietra preziosissima
"Una gemma preziosissima … "(Apc 21,11)
Tu sei prezioso, tu meriti stima, tu sei unico sulla faccia della terra e in tutto l'universo. I tuoi peccati e i tuoi fallimenti possono anche essere gravi, ma non sono mai tanto gravi da autorizzarti a perdere la stima di te stesso, la fierezza di meritare fiducia, la consapevolezza di essere amato e di essere capace di amare. Perciò non sciupare tempo, non buttarti via: studia, lavora, interessati del mondo, intervieni, se hai qualche cosa da dire. Vinci la timidezza, il tuo complesso di inferiorità: tu puoi fare molto, per molta gente.

SOGNA RAGAZZO SOGNA DI ROBERTO VECCHIONI (potete ascoltare la canzone al link indicato a fianco)
E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte. Io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro, stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento. Copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello, a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore, quando un uomo vive
per le sue parole o non vive più; sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo, non lasciarlo andare sogna fino in fondo, fallo pure tu..
Sogna, ragazzo sogna quando cade il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu
Sogna, ragazzo sogna non cambiare un verso della tua canzone, non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu...
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre perché hai già vinto, lo giuro e non ti possono fare più niente. Passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita, nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita. E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere, la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare, la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire .
Sogna, ragazzo sogna, quando lei si volta, quando lei non torna, quando il solo passo
che fermava il cuore non lo senti più. Sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni,
passerà l'amore, passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu...
Sogna, ragazzo sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più. Sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.


Tappa 4: IL SANGUE DI GESU' CHE SI FA STORIA - Liturgia Eucaristica
Pianta della Concattedrale di Sant'Andrea di Mantova. In rosso sono indicati i due luoghi in cui si svolgono le tappe del percorso


Entriamo ora nella chiesa di S. Andrea, costruita sul luogo dove si narra essere stata ritrovata la Reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo nell’anno 804. La dedicazione dell’edificio a S. Andrea deriva proprio da questo episodio, perché è grazie alla sua apparizione che si è identificato il punto preciso dove Longino, centurione romano presente ai piedi della croce, aveva sepolto l’importante reliquia.
Ci accoglie un trionfo di colori e immagini: l’ambiente ad aula unica è maestoso nelle dimensioni e nella decorazione, molto differente dall’interno del Duomo. Se proseguiamo il nostro percorso, inoltrandoci nella navata, possiamo raggiungere l’ultima cappella sulla destra che è intitolata a S. Longino, protagonista della nostra storia.
C’è un momento durante la Messa in cui facciamo memoria dell’istituzione dell’Eucarestia: proprio il racconto dell’ultima cena, che ancora oggi ci viene tramandato, è il segno del Sangue di Gesù che si fa storia. Dal sacrificio di Gesù sulla croce, a cui possiamo simbolicamente assistere nell’affresco che Rinaldo Mantovano, allievo del più famoso Giulio Romano, ha realizzato sulla parete di destra, trae origine anche la nostra storia, storia del popolo di Dio che è in Mantova. In questa cappella la continuità con quell’episodio si fa immagine nella figura di S. Longino: lo troviamo inginocchiato ai piedi della croce con in mano il calice in cui ha raccolto il Sangue di Cristo e nel sepolcro che contiene i suoi resti, posto, se lo guardiamo frontalmente, alla sinistra dell’altare. Lo ritroviamo anche nell’affresco di sinistra, perché proprio il vaso che viene ritrovato è quello della reliquia del Sangue di Cristo.
La nostra storia come Chiesa di Mantova nasce dall’atto di amore di Gesù, che viene tramandato a noi e che, anche tramite la nostra vita, si fa storia.

Rinaldo Mantovano (su disegni di Giulio Romano), Secondo ritrovamento del Preziosissimo Sangue di Cristo, affresco, metà XVI secolo

Gesto
Non siamo qui per caso, ma siamo qui grazie alla storia di tanti uomini e donne che, come noi, hanno speso la loro vita per dare continuità a quel gesto di amore. Ascoltiamo ora qualche racconto della nostra storia di Chiesa.
Il primo brano è la ricostruzione del ritrovamento della reliquia del Sangue di Cristo di Giuse Pastore, il secondo è un breve testo scritto dal vescovo Giuseppe Sarto, futuro S. Pio X, per annunciare la sua prima visita pastorale alle parrocchie della Diocesi di Mantova, il terzo è una piccola memoria scritta da una nonna di 88 anni e che ci tramanda come la venerazione di questo simbolo della nostra Chiesa fosse segno di appartenenza a una memoria collettiva (i testi sono scaricabili qui a fianco).
Mentre ascoltiamo questi racconti, potremmo scegliere uno dei personaggi che sono raffigurati negli affreschi di questa cappella e nel quale ci riconosciamo. Così come loro, anche per noi c’è un posto nella storia della nostra Chiesa e possiamo scrivere un breve ringraziamento (Eucarestia, infatti, significa “rendere grazie”) a questa storia che ci fa essere qui oggi (storia della Chiesa che abbiamo ascoltato, storia della nostra parrocchia, storia della nostra famiglia…).


Tappa 5: IL SANGUE DI GESU' CI RENDE FRATELLI - Riti di Comunione e conclusione
Cripta di S. Andrea


Siamo giunti al termine del nostro itinerario. Abbiamo ripercorso insieme i segni del Sangue di Gesù: sangue di passione, sangue che diviene Parola di vita, sangue versato per amore, sangue che si fa storia. Siamo pronti, ora, ad avvicinarci alla reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo dando ad essa un significato nuovo.
Per la preziosità della reliquia conservata (possiamo vedere un’immagine nei download), non sempre la cripta è aperta al pubblico. Quindi suggeriamo due ipotesi di prosecuzione del percorso.

Se la cripta è aperta
Scendiamo nella cripta che contiene i Sacri Vasi. Davanti a noi troviamo un altare sopra il quale è posizionata l’arca che contiene la reliquia e due statue in marmo bianco. Quella che troviamo alla nostra sinistra rappresenta la Fede, che tende la mano verso il segno della Passione, mentre alla destra c’è la Speranza, che fissa lo sguardo in alto verso le promesse future, appoggiandosi ad un’ancora. Manca la figura della Carità, che viene sostituita dal Sangue di Gesù, massimo emblema di amore donato. Se guardiamo intorno a noi, infatti, non siamo soli: l’amore di Gesù diviene esempio di amore nei confronti delle persone che con noi fanno strada. Di fronte al suo sacrificio ci riconosciamo fratelli, riscopriamo come il primo luogo dove sperimentiamo il Suo amore per noi siano le relazioni che viviamo nella nostra vita di tutti i giorni. Proprio questo stile di amore, questo legame profondo, può essere l’ancora sulla quale basiamo la nostra speranza e progettiamo il nostro futuro.

Se la cripta è chiusa
Ci disponiamo intorno al genuflessorio. Sotto i nostri piedi si trova l’altare sopra cui è collocata l’arca che contiene la reliquia. Due statue sono poste al fianco dell’arca: quella che vedete nell’immagine qui riportata è la Speranza, che fissa lo sguardo in alto verso le promesse future, appoggiandosi ad un’ancora. La figura della Carità è sostituita dal Sangue di Gesù, massimo emblema di amore donato. Se guardiamo intorno a noi, infatti, non siamo soli: l’amore di Gesù diviene esempio di amore nei confronti delle persone che con noi fanno strada. Di fronte al suo sacrificio ci riconosciamo fratelli, riscopriamo come il primo luogo dove sperimentiamo il Suo amore per noi siano le relazioni che viviamo nella nostra vita di tutti i giorni. Proprio questo stile di amore, questo legame profondo, può essere l’ancora sulla quale basiamo la nostra speranza e progettiamo il nostro futuro.

Speranza. Il disegno è di Antonio Canova, ma le figure sono scolpite da Biglioschi e Kauffmann (1818)

Gesto
Recitiamo il Padre Nostro (oppure si può scegliere di celebrare i Vespri del giorno o di leggere insieme la preghiera Carlo Maria Martini disponibile nei download).
Concludiamo insieme questa esperienza con la preghiera, per affidare a Dio i nostri propositi per il futuro: durante questo momento ognuno può condividere una propria riflessione. Al termine della preghiera si sceglie un impegno concreto di gruppo per tradurre in “sangue e vita” le riflessioni emerse. Scriviamo questo impegno nel libro che troviamo sul leggio davanti all’uscita, come segno che il nostro gesto è iscritto nella più grande storia della nostra Chiesa. Proprio al termine dell’eucarestia, infatti, il sacerdote ci saluta dicendo: “Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace”.

ELEMENTI CORRELATI

Orari di apertura

Duomo
Apertura: mattino 7.00-12.00; pomeriggio 15.00-19.00.
Messe giorni feriali: 7.15; 18.00.
Messe giorni prefestivi: 18.00.
Messe giorni festivi: 8.00; 10.00; 11.30; 17.00.

Concattedrale di S. Andrea
Apertura: mattino 8.00-12.00; pomeriggio 15.00-19.00.
Messe giorni feriali: 8.00; 10.00.
Messe giorni prefestivi: 8.00; 10.00; 18.30.
Messe giorni festivi: 8.30; 10.30; 18.30.


Bibliografia essenziale

R. Braglia, La basilica di Sant’Andrea in Mantova, Publi Paolini, Mantova, 2010.
R. Brunelli, Il duomo racconta. Santi e briganti nella cattedrale di Mantova, Tre Lune edizioni, Mantova, 2001.
Sulle orme del Preziosissimo Sangue di Cristo. Testimonianze d’arte e devozione nelle collezioni mantovane, catalogo della mostra (Mantova, Chiesa di San Maurizio 1998), Editoriale Sometti, Mantova, 1998.



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