La diocesi
Diocesi di Mantova
La diocesi  Diocesi di Mantova  Sant'Anselmo di Lucca, patrono della Diocesi
Diocesi di Mantova

Sant'Anselmo di Lucca, patrono della Diocesi

Anselmo di Baggio (dove è nato) o di Lucca (dove è stato vescovo) o di Mantova (dove è morto ed è sepolto) viene solennemente ricordato il 18 marzo a Mantova, a Lucca, a San Miniato e nell'Ordine benedettino. E' venerato anche in molti altri luoghi benché talora confuso con Sant'Anselmo d'aosta. Il "Martirologio Romano" lo cita nello stesso giorno: "a Mantova, transito di Sant'Anselmo, Vescovo di Lucca: fedelissimo alla Sede Romana, durante la lotta per le investiture ripose nelle mani del Papa San Gregorio VII l'anello e il pastorale che a malincuore aveva ricevuto dall' imperatore Enrico IV; scacciato dalla sua sede da parte dei canonici che rifiutavano la vita comune con lui, fu mandato come legato in Lombardia dal papa, al quale fu di grande aiuto". Il santo Patrono di Mantova visse 46 anni, dal 1040 al 1086. alcuni momenti sono significativi nella vita del Patrono mantovano: i suoi rapporti con Matilde di Canossa, la sua intransigenza morale, la sua costante difesa del Papa contro l'Imperatore. E' noto come l'"andata a Canossa" in clamorosa umiltà di Enrico IV, scomunicato per sottomettersi al Papa Gregorio VII, sia risultata il frutto dell' attenta mediazione di Matilde. Questo singolare ed eccezionale personaggio storico femminile, che difese in ogni modo il papa e sempre ne sostenne i diritti quale capo della Chiesa contro l'imperatore, era stato affidato dal Papa medesimo alla cura spirituale del vescovo di Lucca. Questi le fu sempre garbato consigliere anche nelle vicende politiche del tempo e Matilde di Canossa fu al vescovo Anselmo così grata che lo accoglierà nell'esilio mantovano e gli sarà vicina in punto di morte.

Altro momento sottolineato nella vita del Santo è la carica morale, il rifiuto dell'agiatezza, l'amore per la giustizia. Conformemente a tali principi e secondo le disposizioni papali egli si batté nella sua diocesi per la riforma dei costumi del clero. In ciò fu così intransigente che arrivò a pretendere, non senza riceverne astio e persino disobbedienza, che i canonici di Lucca vivessero in comunità insieme al loro vescovo. Nella lotta poi fra Gregorio VII e l'antipapa Clemente III eletto dall'imperatore (che si era nel frattempo ripreso, per così dire, dalla cocente umiliazione) Sant'Anselmo si schierò con decisione dalla parte del legittimo Papa romano dal quale e per il quale fu incaricato di delicate missioni di "persuasione" in Germania e in Lombardia. Proprio in Lombardia svolse poi il compito di legato permanente. Stabilitosi quindi a Mantova, possesso allora di Matilde, impegnò la città nell'opera di riforma e di sostegno del Papa tanto da fare della stessa un centro propulsore di vita religiosa per tutta la regione. Si spense a Mantova il 18 marzo 1086: la contessa Matilde, a furor di popolo, ordinò che venisse sepolto nella cattedrale cittadina. Il suo corpo, esumato alcuni secoli dopo, fu trovato integro, e tale rimane ancora oggi. Ogni anno nella ricorrenza della morte, viene tolta la copertura esterna dell'altare maggiore, dove ora si trova, ed il corpo del santo è reso visibile per la venerazione dei fedeli.



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